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16/06/2017

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JING JING NIE al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano

 Dal 3 luglio al 31 agosto, presso la sala Cenacolo del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, saranno in mostra i quadri di Nini (pseudonimo di Nie Jing Jing), giovane artista cinese rappresentante di quello che è l’Espressionismo Cinese Astratto. La mostra è organizzata con il patrocinio della Fondazione Italia Cina.
I suoi quadri sono una materializzazione di una “fantasia gioiosa” che si organizza con la visione generale di una geografia esistenziale. Una visione guidata dal gesto pittorico e organizzata da una sottile, complessa rete di emozioni, ricordi e fantasie a occhi aperti. La critica italiana la considera come la “Pollock Cinese”.

Segni e colori si traducono in sequenze di immagini spontanee che ci restituiscono il senso e l’apparire del mondo interiore di Nini. Il poeta e filosofo inglese Samuel Taylor Coleridge (1772-1834) distingueva tra “Imagination” e “Fancy (o Fantasy)”. La “Fantasy” era per lui una “Imagination” di tipo secondario ma era anche quella che consentiva al poeta (e dunque anche all’artista) di costruire un proprio mondo mediante metafore, similitudini e corrispondenze analogiche. 

I quadri che compongono la mostra personale di Nini all’interno del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano “raccontano” temi e storie differenti, filtrati dall’emozione e da una pratica artistica, in cui il gesto gioioso ed emotivamente positivo (nelsenso della fancy) riorganizza sulla tela concetti, luoghi e addirittura finzioni storiche (ad es., The last day of the Cretaceous Period, 2009).

In tutte le sue opere, elementi ironici e concettuali si mescolano, nella sequenza espositiva, a luoghi geografici italiani possibilmente visitati dall’artista (come ad esempio, Happy life in CinqueTerre, 2017; Chocolate festival in Siena, 2017; Cellist in the Campo dei Fiori,2016).
I am a curious person, I like watching the world. Every living object even a grain of sand, a dust, have their own character. The world is endless, endless without extension. I try to feel every mood, every move, every experience, every thought of the undercurrent, then I realized the world refined into the canvas on the color. I use colors to vent my love of the world, this is my language of communication with the world. All this is my language of communication with the world. And my art works are also my life traces” (Nini).

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