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22/03/2022

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Sfida ambientale e svolta green, si conclude la formazione dei dirigenti cinesi partita dal Politecnico di Milano

Oltre 1360 partecipanti, 180 docenti e 28 moduli formativi per sostenere la Cina nella gestione ambientale e nello sviluppo sostenibile. 

Si è concluso Sicab (Sino Italian Capacity Building for environmental protection), il programma di Alta Formazione e Capacity Building, promosso e finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (oggi Ministero della Transizione Ecologica) e inserito nel quadro del programma di Cooperazione Italia-Cina per la protezione ambientale (SICP) avviato nel 2000. È il Politecnico di Milano, insieme a una cordata di partner, che comprende Fondazione Politecnico di Milano, Sapienza Università di Roma, Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e Fondazione Italia Cina, ad avere guidato il progetto.

Sicab iniziato a novembre 2017 ha dovuto fermarsi per la pandemia, ma ha portato a termine il suo compito: individuare nella formazione uno strumento essenziale per supportare la protezione e la gestione ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici, facilitando attività di scambio di buone pratiche e di conoscenze e promuovendo progetti di cooperazione, anche industriale e tecnologica.
Sono centinaia i rappresentanti delle istituzioni cinesi che hanno preso parte ai moduli di formazione e 205 le giornate di lezione svolte. Si tratta, tra gli altri, di funzionari e dirigenti del Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente (MEE), del Ministero della Scienza e della Tecnologia (MOST) e del Ministero dell’Industria e dell’Informazione Tecnologica (MIIT) e degli Uffici per l'Ecologia e la Protezione Ambientale della Municipalità di Pechino e di Shanghai. Hanno partecipato anche dirigenti e figure apicali di importanti aziende cinesi, selezionate dal Ministero dell’Industria e dell’Informazione Tecnologica. Tra i temi affrontati dai professori del Politecnico di Milano, della Sapienza Università di Roma e della Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, così come dagli altri esperti coinvolti, ci sono la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile, i cambiamenti climatici e la lotta all’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo, l’efficienza energetica in ambito industriale e urbano, la riduzione dei consumi soprattutto in settori cruciali per la Cina come il cemento, l’acciaio, il vetro, la chimica, il trattamento di rifiuti urbani e nucleari, le energie rinnovabili, la gestione dell’innovazione e le smart cities.

Il programma ha permesso la promozione dell’utilizzo di tecnologie ambientali innovative italiane, attraverso la presentazione di casi-studio e visite presso le aziende. Ad esempio, durante le attività del progetto Sicab, nel 2018 un’azienda italiana, la Senini srl, e una cinese, la Jilin Jixiang Energy Management Co.Ltd, hanno siglato un memorandum di intesa nel settore della bioedilizia con attenzione a economia, sostenibilità e sviluppo tecnologico, e nel 2019 hanno scelto di fondare una joint venture per sviluppare una cooperazione tecnologica ed economica. Nel novembre 2019 un altro Memorandum di intesa è stato firmato tra la Thurckon srl e la Chinese Shanghai Heat Treatment. Sono state infatti una settantina le realtà pubbliche e private coinvolte nel progetto.
La Cina è diventato il primo investitore al mondo in tecnologie pulite. Se la Cina ha ancora molta strada davanti a sé prima di raggiungere la cosiddetta “carbon neutrality” (obiettivo fissato da Xi Jinping per il 2060) ci sono obiettivi green chiari per incidere sul cambiamento climatico: Incrementare del 25% le energie alternative al petrolio, ridurre del 65% l’uso domestico del carbone, aumentare il volume delle foreste di 4,5 bilioni di metri cubi.

“In Cina il perseguimento di un paradigma di sviluppo orientato alla sostenibilità è ormai una priorità – precisa Giuliano Noci Prorettore del Polo Territoriale Cinese del Politecnico di Milano -. In questa prospettiva, il 14° Piano Quinquennale (2021-2025) attribuisce all’innovazione ambientale un ruolo di primo piano evidenziando le importanti ricadute per il benessere dei cittadini. Collaborare con dirigenti e funzionari della Repubblica Popolare Cinese, attraverso il programma Sicab, ha quindi permesso al Politecnico di Milano di entrare in contatto con imprese e amministrazioni pubbliche cinesi interessate ad approfondire tecnologie e modelli di gestione ambientale sviluppati in Italia; una conoscenza che speriamo si possa anche tradurre in domanda dell’offerta in campo ambientale delle imprese italiane”.

Il Sicab ha rappresentato per il Politecnico di Milano un’opportunità unica di consolidare i suoi rapporti con la Cina. Attualmente gli studenti cinesi rappresentano la comunità più importante (da un punto di vista dimensionale) di studenti internazionali presso l’Ateneo milanese: sono 1.609, di cui 493 alla laurea triennale e 1107 alla laurea magistrale e 9 a ciclo unico.
"La Cina sta facendo grandi passi avanti nella lotta all’inquinamento e verso un modello di crescita più sostenibile – dichiara Andrea Sianesi Presidente Fondazione Politecnico di Milano -. In questi mesi si è concluso Sicab, il programma che ha evidenziato come la formazione possa avere un ruolo fondamentale nelle politiche di salvaguardia ambientale. Siamo orgogliosi che la Cina abbia scelto l’Italia come punto di riferimento d’eccellenza nella formazione dei vertici cinesi nel settore della sostenibilità e che abbia coinvolto le aziende italiane come esempi di realtà all’avanguardia favorendo sinergie e opportunità di collaborazione".

“La Sapienza Università di Roma è stata entusiasta di partecipare a questa iniziativa, che ha visto il coinvolgimento, in prima persona, di diversi colleghi del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA), nel ruolo di organizzatori e di docenti sulle tematiche ambientali di più attuale interesse, nell’ambito delle quali il ruolo della Sapienza si distingue da anni – afferma Agostina Chiavola Professore Associato in Ingegneria Sanitaria Ambientale Sapienza Università di Roma. La partecipazione al progetto Sicab ha altresì consentito di rafforzare la collaborazione scientifica fra l’Ateneo e la Cina, nella prospettiva di nuove iniziative comuni”.

“La Cina è un interlocutore significativo per il futuro della ricerca e delle politiche climatiche – afferma Antonio Navarra, presidente Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici – CMCC. Sicab si è dimostrato per il CMCC un’occasione preziosa per consolidare risultati e prospettive in ambito scientifico e nel campo dell’innovazione tecnologica attraverso collaborazioni e opportunità di confronto che sono di vitale importanza per gli avanzamenti della conoscenza sui cambiamenti climatici”.

“Negli ultimi decenni abbiamo visto la Cina crescere in ambito economico e industriale, con una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale – dichiara Mario Boselli Presidente Fondazione Italia Cina. Anche in questo settore, la chiave per avanzare resta quella della cooperazione e della conoscenza reciproca, e il Progetto Sicab lo conferma. Il dialogo e gli scambi tra le nostre aziende devono continuare a crescere nel campo dell’innovazione scientifico-tecnologica, uno dei settori che oggi riveste un ruolo fondamentale nell’ambito delle relazioni tra Italia e Cina”.

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