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12/07/2017

Fondazione

Fondazione e EUCCC presentano il piano Made in China 2025


Il piano Made in China 2025, le sue peculiarità e le sfide per Europa e Italia sono stati al centro di un seminario che si è tenuto oggi all’Hotel Tocq di Milano. L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Italia Cina e dalla European Union Chamber of Commerce in China (EUCCC) con l’obiettivo di fornire spunti interessanti per la discussione su quello che il piano Made in China 2025 rappresenta per l’Europa e il nostro Paese. 

Durante l’incontro sono state presentate due recenti pubblicazioni sul tema, il numero 159 della rivista Mondo Cinese Made in China 2025, edita dalla Fondazione Italia Cina, e il rapporto China Manufacturing 2025: Putting Industrial Policy Ahead of Market Forces elaborato dalla European Union Chamber of Commerce in China (EUCCC). 
Sono intervenuti Ettore Francesco Sequi, Ambasciatore italiano in Cina (in collegamento da Pechino)| Margherita Barberis, Direttore Generale Fondazione Italia Cina | Plinio Innocenzi, Addetto scientifico Ambasciata italiana in Cina (in collegamento da Pechino) | Massimo Bagnasco, Vice Presidente EUCCC (in collegamento da Pechino) | Sara Marchetta, State Representative EUCCC | Carlo d’Andrea, Vice Presidente nazionale EUCCC e Presidente del Board Shanghai Chapter | Filippo Fasulo, Coordinatore scientifico CeSIF - Fondazione Italia Cina| Diego Andreis, Managing Director Fluid-o-Tech e Presidente del Gruppo Metalmeccanici Assolombarda. I loro interventi sono stati moderati da Renzo Cavalieri, Of Counsel BonelliErede.
Made in China 2025, il piano strategico nazionale cinese che trova origine nel XIII Piano quinquennale (2016-2020), mira a riorganizzare il sistema industriale cinese con il dichiarato obiettivo, attraverso un lungo processo articolato in tre fasi che terminerà nel 2049, di rendere la Cina il Paese leader nel settore dell’alta tecnologia a livello internazionale. “I pilastri del progetto possono essere identificati nelle linee principali del New Normal, ovvero un’attenzione alla qualità della crescita con un focus sulle innovazioni tecnologiche e sulla sostenibilità ambientale. Nelle intenzioni del Governo, appunto, la Cina in dieci anni dovrebbe trasformarsi da “gigante manifatturiero” a “potenza manifatturiera”, per assumere poi un ruolo di leadership globale verso la metà del secolo. Il ruolo di “potenza” si riferisce a una dimensione internazionale dell’industria cinese non più fondata solo sulla quantità delle merci prodotte, bensì anche sul valore qualitativo dei beni realizzati. […] L’idea di fondo è il superamento di un modello industriale basato su prodotti a basso costo, per cominciare a competere con le economie avanzate nella realizzazione di prodotti altamente tecnologici. In sostanza, Made in China 2025 non risponde soltanto all’esigenza di avviare un’industria in linea con i dettami della cosiddetta Quarta rivoluzione industriale, ma si propone di agire sull’intero processo produttivo, rinnovando i settori industriali tradizionali”. (Estratto dal capitolo 3 del Rapporto annuale “Cina 2017. Scenari e prospettive per le imprese”, elaborato dal CeSIF – Centro Studi per l’impresa della Fondazione Italia Cina e pubblicato dalla Fondazione Italia Cina).  
“Questo processo si tradurrà in maggiori opportunità e competizione per le aziende italiane, che inizialmente potranno beneficiare della domanda cinese per prodotti altamente tecnologici, ma su tempi più lunghi - se impreparate nell’ambito di ricerca e sviluppo - dovranno affrontare la concorrenza di aziende cinesi che punteranno a primeggiare innanzitutto nel mercato domestico, in un con¬testo più ampio, però, di globalizzazione cinese – ha dichiarato nel suo intervento Margherita Barberis, Direttore Generale della Fondazione Italia Cina –. Le possibilità per le nostre imprese, con i loro prodotti di qualità e la loro esperienze, sono enormi in questo mercato e dobbiamo impegnarci al meglio per favorire gli scambi in entrambe le direzioni. Ma per lavorare con un Paese che vive una fase di transizione così importante, per chi già lo fa così come per chi ambisce a farlo, è necessario essere formati e informati”. 

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